Rev.mo padre Angelico Lazzeri OFM

Vocations “come and follow me”

Custode di Terra Santa (agosto 1955 - 11.06.1957)

Della Provincia toscana di S. Francesco stigmatizzato

(Inizio del suo governo: agosto 12.1955)


Fr. Angelico era nato a Bibbiena (Arezzo) il 7 aprile 1906, da Angelo e Margherita Micheli. Entrò nel Collegio Serafico di Giaccherino nel settembre 1919. Il 23 agosto 1921 vestì l’abito francescano a Fucecchio, dove fece il noviziato ed emise la professione temporanea il 24 agosto 1922. Compì gli studi filosofici e teologici nelle Fraternità di Formazione di Lucca, Siena e Colleviti, dove fece la professione solenne il 29 giugno 1929 e fu ordinato presbitero il 28 luglio dello stesso anno. Nel triennio 1929-1932 conseguì il Lettorato Generale in Teologia al Pontificio Ateneo Antoniano di Roma. Fu quindi inviato a Siena, all’Osservanza, come Maestro dei professi temporanei e Professore di Teologia Dommatica e Patrologia; nel 1935 fu nominato Parroco e in seguito Vicario; negli anni che seguirono fu anche Definitore provinciale e Prefetto degli Studi fino al 1949, quando fu nominato Ministro provinciale per un triennio, riconfermato per un secondo nel 1952; nel frattempo fu Visitatore Generale nella Custodia dell’Alto Egitto (1950) e nella Provincia di Liguria (1955).

P. Angelico Lazzeri era da poco giunto al termine del suo mandato di Ministro provinciale della Toscana, quando fu chiamato a governare la "Perla delle Missioni". Adempì tale incarico dal agosto 1955 al giugno del 1957, quando il Capitolo Generale dell’Ordine, riunito ad Assisi, lo elesse Procuratore Generale. Fece il suo primo ingresso al S. Sepolcro l’8 dicembre 1955.

Nel corso di neppure due anni, compì una visita canonica alle Case della Custodia e ne iniziò una seconda, essendo profondamente convinto della necessità della conoscenza personale per "promuovere sempre più la vita spirituale, regolare, disciplinare delle nostre Case, infiammare le volontà ad un attaccamento più sacro ai S. Luoghi, al lavoro apostolico delle nostre Missioni e delle opere ministeriali e sociali della S. Custodia". La convinzione che "conoscersi di più, significa comprendersi, amarsi, aiutarsi di più" lo portò anche a pensare alla creazione di "un Bollettino Ufficiale col quale le idee e le iniziative di ciascuno fossero portate a conoscenza di tutti". Ebbe così inizio la pubblicazione degli "Acta Custodiae Terrae Sanctae".

Ebbe a cuore la questione dei santuari: in particolare lavorò intensamente perché potessero avere inizio i lavori per il restauro del SS.mo Sepolcro e nel contempo s’impegnò a portare avanti l’iniziativa della ricostruzione della Basilica di Nazaret, intrapresa dal suo Predecessore, il M.R.P. Giacinto M. Faccio.

Accolse in Terra Santa il P. Ministro generale P. Agostino Sépinski dal 10 al 20 agosto 1956.

Dopo il suo mandato



Nel Capitolo Generale del 1957 fu eletto Procuratore generale dell’Ordine, ufficio nel quale rimase fino al 1967, quando fu nuovamente Procuratore e insieme Vicario Generale dell’Ordine ininterrottamente fino al 1973. In questo periodo fu anche Assistente Religioso dell’Istituto delle Povere Figlie delle Sacre Stimmate e della Congregazione dei Frati Bigi. Nel 1958 fu nominato Commendatore al Merito della Repubblica Italiana.

Rientrò in Provincia nell’estate del 1973; al Congresso capitolare fu nominato Presidente e Direttore dell’Oasi di San Lucchese, dove rimase fino al 1982; nel frattempo fu anche Maestro dei due novizi Fr. Candido Benvenuti e Fr. Giuseppe Scalia, e Vice-Postulatore delle Cause dei Santi. Nel Congresso capitolare del 1982 fu nominato Guardiano della Fraternità dell’Osservanza a Siena, riconfermato nel 1985; ivi in seguito fu Vicario, Sacrista e dedito, con semplicità e zelo, ai tanti servizi della Casa, tanto preziosi per il buon andamento della vita fraterna e per l’edificazione dei fratelli; li ha svolti fedelmente fino a che le forze glielo hanno consentito. Nel mese di ottobre del 1997 il suo stato di salute consigliò il trasferimento alla Casa di Riposo di Fiesole, dove è deceduto la mattina del 7 gennaio 1998.

Fr. Angelico ha portato con sé un bel pezzo di storia della Provincia, dell’Ordine e di tanti fratelli e sorelle incontrati nel suo cammino di Frate e di Sacerdote, di Maestro, Professore, Parroco e Superiore a livello provinciale e generale. Ovunque e in tutti ha lasciato il segno dell’amore alla sua vocazione francescana e al suo sacerdozio: due doni del Signore e di San Francesco, che ha accolto con fede ed entusiasmo, ridonandoli fedelmente e generosamente, nella gratuità e nella gioia, conforme all’insegnamento di Gesù e di San Francesco. Significativa è stata la folta presenza di frati, sacerdoti, suore e fedeli, che, nella Basilica dell’Osservanza, si sono uniti ai frati toscani per il rito di commiato e per testimoniare quello che è stato Fr. Angelico per la Chiesa, per l’Ordine, per tanti fratelli e sorelle e per ciascuno dei presenti.

Da vero frate minore, con semplicità e gioia, Fr. Angelico ha saputo vivere e donare l’amore e lo zelo per la Chiesa e per l’Ordine, che ha servito senza far distinzione di persone e di tempi, di uffici e di doveri più o meno importanti; dove c’era da offrire una parola, un aiuto, un pezzo del suo tempo prezioso, correva, a consolare o a scuotere, a seconda del bisogno. Nei riguardi dell’Ordine, della Provincia e della sua Fraternità era particolarmente attento a tutto, desideroso di essere partecipe della vita dei singoli e della sua fraternità…

La gioia intima di essere frate minore e sacerdote emergeva dai suoi comportamenti e dalle sue parole, ispirate da sentimenti di umiltà e di misericordia, che gli aprivano i cuori e gli conquistavano l’affetto e la fiducia di tutti. Nelle Congregazioni Romane, che frequentava spesso a motivo del suo Ufficio di Procuratore Generale, è ricordato con simpatia come un fratello, e con ammirazione per l’assidua attenzione all’iter delle pratiche; era sempre cortese verso i Responsabili dei Dicasteri e degli Uffici, anche quando sollecitava la soluzione di un problema; questa sua sollecitudine per i fratelli era nota e apprezzata dai Ministri Provinciali e dai Frati dell’Ordine. Nei due anni trascorsi come Custode in Terra Santa, dove ha avuto rapporti con le persone più varie, ha dato a tutti la stessa testimonianza di fedele servizio alla Chiesa e all’Ordine, alla cui fiducia ha sempre risposto con dedizione senza limiti. Quanti hanno collaborato con lui in Provincia, nella Curia Generale e in Terra Santa, come in varie commissioni di studio, riconoscono che lavorare con lui era una vera condivisione, nella quale egli, primo nella responsabilità, era primo anche nel prendere e accompagnare le decisioni e le iniziative. Dovunque, e fino all’ultimo, è stato sempre fedele a quel poco che tende al molto, nelle cose di grande responsabilità e in quelle quotidiane, come l’alzarsi presto la mattina per la gioia di far trovare pronta ai Frati la Sagrestia e il Coro e per accogliere in Chiesa i fedeli, aprendo la porta, salutando, scambiando due parole e mettendosi a disposizione per la riconciliazione o per un buon consiglio.

Anche nella Casa di Riposo amava stare in compagnia, esprimendosi più con lo sguardo che con le parole: "Mi raccomando, disse fin dal primo giorno al Ministro Provinciale, non mi lasciate solo!". I confratelli che l’hanno avvicinato quando aveva chiara coscienza che sorella morte era alle porte, hanno constatato la bellezza del suo sguardo e la serena rassegnazione alla volontà di Dio, arricchita da tanta dolcezza, che pareva confermare la verità profonda del suo stile bernardiniano finché è stato in attività: il suo volto si illuminava quando aveva la gioia di pregare insieme ad un confratello.

Ed è in questo atteggiamento che alle 02.30 del 7 gennaio si è spento serenamente nel Signore. La notizia della sua morte è stata accolta con tanto rimpianto; numerosissime le partecipazioni, prime fra tutte quella del Ministro Generale e del Cardinale Achille Silvestrini, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

I Funerali sono stati celebrati a Siena, nella basilica dell’Osservanza, da lui chiamata teneramente la "sua Sposa", nel primo pomeriggio dell’8 gennaio. Accanto ai numerosi frati toscani, erano presenti confratelli della Curia Generale, del Pontificio Ateneo Antoniano e di altre province dell’Ordine, insieme a Sacerdoti del Clero diocesano; numerose le Religiose presenti insieme ai fedeli che gremivano la basilica. Ha presieduto il rito di Congedo Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Gaetano Bonicelli, Arcivescovo di Siena; il Ministro Provinciale, all’omelia, prendendo lo spunto dalla parola di Dio, ha tratteggiato le tappe e lo stile francescano della sua vita di frate, di sacerdote, di fratello di tutti. La sua salma, accompagnata da confratelli e fedeli, è stata sepolta nel piccolo cimitero poco distante dalla Basilica, per riposare accanto ai suoi fedeli e ai suoi frati che lo hanno preceduto nell’incontro con il Signore.

Fr. Angelo Stellini, Ministro provinciale

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